Meglio la comunione o la separazione dei beni nel matrimonio?

Prima del fatidico si ci sono tutta una serie di preparativi e di dettagli, più o meno importanti, da organizzare. Un punto fondamentale su cui accodarsi con il proprio futuro marito per l’organizzazione della vita di coppia è la scelta del regime patrimoniale: come noto l’alternativa è tra separazione o comunione dei beni. Entrambe le opzioni sono previste dal nostro ordinamento civile e ognuna regola il rapporto patrimoniale dei coniugi secondo principi diversi.
Le differenze emergono durante il matrimonio ma rilevano soprattutto in caso di divorzio ed è proprio pensando a questa eventualità che le coppie solitamente fanno la loro scelta su questo punto. Nel caso di comunione di beni se una coppia divorzia tutti i beni, ad eccezione di quelli assicurazioni o indennizzi personali, beni acquistati prima delle nozze e donazioni o eredità ad personam, sono di entrambi i coniugi. Il regime della separazione dei beni è regolato agli articoli 215 e seguenti del codice civile: in base ad esso ciascun coniuge mantiene la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio. Considerato il numero in crescita dei divorzi e le liti per ragioni economiche che spesso ne derivano (e che portano spesso a risultati tristi e grotteschi nel tentativo di ‘spolpare’ finanziariamente l’ex partner) sarebbe saggio e prudente optare per la separazione dei beni. Ma non è triste parlare di prudenza quando si ha a che fare con i sentimenti? E’ vero: è impossibile prevedere il futuro e gli amori, anche quelli più grandi, possono finire, ma è questo i presupposto giusto da cui partire in un progetto di vita insieme? Non si può mai essere sicuri dell’amore eterno dell’altro ma penso che quando si arriva a voler sposare una persona dovremmo essere quanto meno sicuri che merita la nostra stima e che in caso di divorzio il suo obiettivo non sarà rovinarci la vita, neppure economicamente. Probabilmente la scelta dipende da chi si ha vicino…
Pubblicato da Alessandra De Angelis il 24/08/2010
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la scelta più logica e obbiettiva è la SEPARAZIONE DEI BENI: se c’è l’amore e ci si vuole davvero sposare senza altri fini, comunione o separazione non cambia niente, ma con la separazione entrambi sono più tutelati e in caso dovesse andare male anche dopo 23 anni (come i miei genitori) non ci si trova a litigare. Tanto quando si comprano le case e le auto, si può sempre intestare 50 e 50 anche in regime di separazione! e se uno vuole vendere la PROPRIA auto, non deve andare a cercare l’altro che firma! aprite gli occhi: siamo nel 2010. Se il vostro partner vi ama davvero, non vi deve ricattare o far sentire in colpa se solo nominate la separazione dei beni… se questo avviene, non sposatevi proprio.