Obesità infantile, campagna choc negli Stati Uniti

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obesità infantile

‘I bambini paffuti potrebbero non soppravvivere ai loro genitori’, oppure ‘Ha gli occhi e il sorriso del padre e probabilmente anche il suo diabete’ questi sono solo due degli slogan che lanciano la campagna contro l’obesità infantile proposta e diffusa da Strong4life, il movimento creato dal Children’s Healthcare di Atlanta. Una campagna choc che mostra immagini bambini tristi e grassi, stretti in abiti troppo piccoli. Una campagna pensata per cercare di superare un problema che però colpisce e ghettizza in un certo modo i bambini che non sono certo colpevoli di essere sovrappeso.

‘È una campagna micidiale – afferma Antonio Liuzzi, il direttore dell’unità operativa di medicina interna dell’Istituto Auxologico di Piancavallo, Verbania – Si tratta l’obesità infantile come qualcosa di omogeneo e non si fa differenza tra i suoi diversi gradi, nè tra le cause che nell’8-9% dei casi possono essere genetiche’.

L’obesità infantile è un problema grave che sta colpendo tutto il mondo occidentale, gli Stati Uniti come l’Europa, che tutti i paesi stanno cercando di affrontare promuovendo un’educazione alimentare sana prima di tutto ai genitori, ma anche a più piccoli.

Trattare il problema dell’obesità come una colpa da attribuire a qualcuno, minacciare i ‘grassi’, come accade negli slogan, negli spot e nelle immagini di questa campagna contro l’obesità, secondo molti potrebbe fomentare altri malesseri gravi come il bullismo a causa della forte ghettizzazione che si va ad alimentare con questo tipo di linguaggio.

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Pubblicato da Francesca Rendano il 13/02/2012

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